FAE Stories - Francia

Il rifacimento delle piste di un aeroporto militare

In Francia, una MTH/HP 225 ricicla materiali preesistenti per realizzare le nuove piste di decollo e atterraggio

Questa storia inizia quando la S.L.T.P., con sede a Gaillac (81) nel sud della Francia e specializzata nel settore dei lavori pubblici, riceve l’invito a partecipare a un progetto particolarmente interessante: il rifacimento delle piste di decollo e atterraggio di un aeroporto militare non lontano dalla sua sede.

La S.L.T.P. si rivolge quindi alla Cadauma, concessionario FAE in Francia, per provare una macchina multifunzione FAE MTH/HP 225. Le macchine della concorrenza utilizzate fino a quel momento non si erano infatti dimostrate abbastanza performanti per questo lavoro. Al contrario, la MTH dimostra subito tutto il suo valore.

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Inizia quindi a lavorare nel cantiere della Base Aerea Militare 115 di Orange (84) con lo scopo di frantumare lastre di cemento e stabilizzare il terreno, per ripristinare le piste e le aree di parcheggio destinate agli aerei militari.

Il progetto prevede questi passaggi:
  • Demolizione delle piste e delle vie di rullaggio dell'aeroporto militare
  • Pre-fessurazione del solaio in calcestruzzo mediante una macchina specifica proveniente dagli USA
  • Frantumazione delle lastre di cemento in opera e riduzione delle stesse in un aggregato 0/80 (materiale riciclato misto per la realizzazione di opere stradali)
  • Recupero e stoccaggio in loco dell’aggregato 0/80 per il successivo riutilizzo
  • Miscelazione di strati di 35 cm di argilla e calce
  • Trattamento degli strati di 35 cm di argilla e calce e rilavorazione con cemento su uno strato di 35 cm
  • Messa in opera del materiale riciclato 0/80 sul cemento
  • Messa in opera dello strato di GNT 0/20
  • Riparazione della pista in cemento (30 cm di spessore)
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Il sig. De Chanterac, titolare della S.L.T.P. ci racconta come sono andate le cose in cantiere.

“In totale, la FAE MTH/HP 225 abbinata a un trattore Fendt 1042 ha frantumato un'area di 50.000 m² e stabilizzato un'area di 80.000 m².

Si sono innanzitutto frantumate lastre di cemento di 27 cm di spessore precedentemente trattate con macchine specifiche e in alcune zone rifinite con un martello demolitore idraulico, con l'obiettivo di produrre un materiale aggregato riciclato di 0,8 mm. Tale materiale è stato poi stoccato in loco in attesa del successivo utilizzo, procedura che ha ridotto notevolmente l’impatto ambientale del cantiere per quanto riguarda l’immissione di carbonio nell’atmosfera.

Una volta rimosso l'aggregato cementizio, è iniziata la fase di stabilizzazione del terreno con una miscela di calce e cemento che è stata poi compattata. Successivamente si è sparso sul terreno l'aggregato 0/80 prodotto con la vecchia soletta in calcestruzzo. I vari strati sono stati nuovamente compattati e infine si è proceduto al trattamento finale con la stesura dello strato di calcestruzzo che ha formato le nuove piste.

La profondità di lavoro è stata di 35 cm e la velocità di lavoro di 0,3 km/h, con un consumo medio di carburante di 65 l/h. Si sono trattate lastre di cemento di 27 cm di spessore con granulometria in uscita di 0,80 mm, come richiesto dal cliente.

Il metodo di lavoro prevedeva la frantumazione di un’ampia superficie di terreno divisa in linee pari alla larghezza del rotore. Il lavoro si è svolto su linee parallele: al termine della “pista”, il conducente lasciava una striscia di terreno lavorato larga 1,8 metri e così via, proseguendo con il rotore completamente abbassato, per riprendere la lavorazione sulla striscia di terreno successiva.

Le controlame sono state regolate per garantire una granulometria di 0,8 mm” conclude De Chanterac.

Oltre che per la frantumazione del calcestruzzo, la macchina è stata molto apprezzata per la qualità della miscelazione: la MTH/HP 225 ha miscelato il materiale in modo molto efficace e la granulometria ottenuta è stata particolarmente fine.

Per informazioni: MTH/HP

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